The Intergovernmental Panel on Climate Change putted into evidence that global climate change is a serious concern for small islands above sea level, especially due to the effects of sea level rise. Within a few decades, small islands in the Pacific and Indian oceans risk being extensively or even completely submerged. In this context, the people of Kiribati, a group of islands in the Pacific ocean and those of Maldive and Tuvalu are particularly exposed to climate change and environmental hazards. As the situation is also exacerbated by the specific local economic and social criticalities, Kiribati, Tuvalu and the Maldives are among the 10 countries where the financial impact of climate change is the most severe. The cost of protecting these places against rising sea levels, compared with national income, is, in fact, among the highest in the world. Recently, the Alliance of Small Island States AOSIS has been working to encourage the rapid entry into force of the Paris Agreement, recognizing the rare political momentum climate, change action enjoys around the world. AOSIS members are particular sensitive of the need to accelerate efforts to cut emissions and help communities adapt to climate impacts that can no longer be avoided.

Maldive, Tuvalu e Kiribati: le Atlantidi dell’era contemporanea

Nel corso degli anni, le Maldive, Tuvalu e Kiribati, sono divenute emblematiche delle popolazioni severamente toccate dalle conseguenze del cambiamento climatico. Il 17 ottobre 2009, il governo delle Maldive richiamava l’attenzione della comunità internazionale sulla sorte incerta del suo Paese, di cui la stessa esistenza sembrerebbe minacciata dall’innalzamento del livello del mare che deriva dall’espansione termica degli oceani e dalla fusione dei ghiacciai. Le Maldive costituiscono uno dei Paesi più densamente popolati del Pianeta, nonché uno dei Paesi più piani: il punto più alto non supera i 2,4 metri di altezza, la maggior parte dei territori non oltrepassa il livello medio dell’oceano di più di un metro. Le previsioni scientifiche sono ancora imprecise in ragione delle incertezze sulla dinamica dei ghiacciai, ma secondo l’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sull’ evoluzione del clima (GIEC), l’innalzamento del mare potrebbe raggiungere circa un metro da ora al 2100. Se ciò dovesse avvenire le Maldive saranno inghiottite dalle acque. Inoltre, le inondazioni, dannose per le scarse riserve idriche e le precarie infrastrutture, sono sempre più frequenti, e nell’oceano Indiano gli tsunami sono purtroppo un fenomeno ricorrente. I problemi sono acuiti anche dalla scarsa attenzione ambientale  e, soprattutto, da parte dei tour operators. Vi è quindi una scarsa attenzione alla salvaguardia del territorio che è, invece, sottoposto alla costruzione di nuove isole-resort e di nuovi alloggi per turisti, che mettono ancora più a rischio lo sviluppo, la pesca e la corretta conservazione dei coralli. Non solo le Maldive potrebbero sparire sotto gli effetti del cambiamento climatico ma anche gli Stati di Tuvalu e Kiribati, costituiti da piccole isole così basse che potrebbero diventare inabitabili. Come queste, molte altre piccole isole-stato hanno il terrore di essere spazzate via dal Pianeta, sommerse dall’innalzamento dei mari. In 44 (39 isole stato e 5 osservatori), provenienti da tutti gli oceani e le regioni del mondo – Africa, Caraibi, Oceano Indiano, Mediterraneo, Pacifico e Mar Cinese Meridionale – e riunite nell’Alleanza dei piccoli Stati insulari (AOSIS) hanno alzato la voce nei negoziati della Conferenza delle parti sul clima a Parigi affinché l’accordo punti a contenere a 1,5 gradi centigradi l’aumento medio delle temperature rispetto all’era preindustriale. Un aumento più alto, infatti rischia di farle scomparire dall’atlante. Secondo una ricerca appena presentata alla COP21 dalla United Nations University Institute for Envinronment and Human Security (UNU-EHS) su un campione rappresentativo di abitanti delle Tuvalu e delle Kiribati, il 70% sostiene di dover emigrare nei prossimi anni se le condizioni climatiche dovessero peggiorare. Peccato che solo il 25% della popolazione avrebbe i soldi per poterlo fare mentre gli altri rimarrebbero intrappolati in un ambiente ostile.

Location

Isdhoo, Atollo Laamu, South Central Province, Maldive,

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Olosau Beach, Vaitupu, Tuvalu, Polynesian island

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Tabwakea, Kiribati

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Environmental impact

  • Water pollution
  • Land degradation (e.g. drought, soil contamination, erosion and desertification)
  • Biodiversity loss – Ecosystem destruction
  • Alteration of landscape aesthetics and built heritage

Other: Internal Mobility

Ethical/ legal issues

  • Health and well-being
  • A clean and prosperous environment and a safe and pleasant habitat
  • Opportunities to work and leisure
  • Access to public goods/ resources and products

Information sources & materials

Scientific/ academic books and chapters

Cournil C., Mayer B., Les migrations environnementales. Enjeux et gouvernance, Presses de Sciences Po, Paris, 2014.

 

Scientific/ academic reports

Legambiente, Profughi Ambientali: cambiamento climatico e migrazioni forzate, Legambiente onlus, 2013.

Online books and newspaper, magazine, encyclopedia, or blog articles

http://www.internal-displacement.org/globalreport2016/#ongrid

https://www.sprep.org/

https://ehs.unu.edu/

 

Contributor(s)

Giulia Gizzi, giulia.-91@hotmail.it, student in Roma 3 University of Rome,  Italy

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Maldives a Pleace You Whant to BePhoto by Nattu401.5k