Le avvisaglie c’erano già da settimane, fu il 26 Luglio 2012 quando i Carabinieri sequestrarono gli impianti dell’acciaieria Ilva. Innumerevoli furono i decessi e le malattie causate dalla fabbrica. Mentre le forze dell’ordine bloccavano l’attività e compievano i primi arresti, gli operai scesero in strada in segno di protesta e fu la prima di una lunga serie. nonostante il sequestro il governo volle continuare a tenere l’azienda in vita, risanando la zona inquinata e l’acciaieria stessa. Ma non fu risolutivo. L’estrema tossicità delle emissioni dello stabilimento Ilva è stata dimostrata da numerose indagini e perizie mediche disposte nel corso degli anni. Una delle ultime perizie mediche ha stabilito che tra il 2004 ed il 2010 le emissioni dì polveri sottili avrebbero causato nella zona di Taranto una media di 83 morti l’anno, e di ben 648 ricoveri l’anno per cause cardiorespiratorie. Le responsabilità dell’Ilva sono dimostrate anche dall’alto numero di operai che sono morti a causa di patologie tumorali. l’Ilva sembra ancora abbastanza lontana dallo standard di un’azienda che convive felicemente con l’ambiente. Ma, ammesso e non concesso che l’Ilva riesca a implementare processi produttivi completamente ecosostenibili, e si riesca a decontaminare la zona da tutte le sostanze inquinanti emesse, rimane un altro grandissimo problema: quello dei debiti accumulati che si aggira intorno ai 2,9 miliardi di euro

Written by: VAMED

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Ilva Taranto