Written by: NO FILTER
DARK SIDE OF MALDIVE
Nel corso degli anni, le Maldive, Tuvalu e Kiribati, sono divenute emblematiche delle popolazioni severamente toccate dalle conseguenze del cambiamento climatico.
Il 17 ottobre 2009, il governo delle Maldive richiamava l’attenzione della comunità internazionale sulla sorte incerta del suo Paese, minacciata dall’innalzamento del livello del mare che deriva dall’espansione termica degli oceani e dalla fusione dei ghiacciai.
Secondo l’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sull’ evoluzione del clima (GIEC), l’innalzamento del mare potrebbe raggiungere circa un metro da ora al 2100.
Se ciò dovesse avvenire le Maldive saranno inghiottite dalle acque. Vi è quindi una scarsa attenzione alla salvaguardia del territorio che è, invece, sottoposto alla costruzione di nuove isole-resort e di nuovi alloggi per turisti, che mettono ancora più a rischio lo sviluppo, la pesca e la corretta conservazione dei coralli.
Secondo una ricerca appena presentata alla COP21 il 70% sostiene di dover emigrare nei prossimi anni se le condizioni climatiche dovessero peggiorare.
La soluzione del problema deve essere quindi soprattutto a livello locale, prevedendo l’allargamento delle aree naturali protette e dando un giro di vite sulle normative in ambito di pesca.
Urgente è anche la diffusione di una nuova cultura ambientalista, tra i turisti e la popolazione locale, per un impegno comune mirato alla salvaguardia di uno dei più mirabili paradisi naturali al mondo.
I grandi della Terra si stanno impegnando anche a livello globale per trovare una soluzione al problema che riguarda tutti noi: il riscaldamento globale sta portando sempre più l’attenzione alle energie rinnovabili.
I cambiamenti climatici degli ultimi anni sono infatti alla base di tutta una serie di conseguenze nefaste che stanno alterando in maniera irreversibile il nostro pianeta e che, come una tra le possibili, potrebbero presto far sprofondare le Maldive sott’acqua.

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